Il Campionato del Mondo Rally (WRC) 2026 si accende sotto le luci più prestigiose: quelle del 94° Rallye Monte-Carlo. Una gara che non è mai soltanto un appuntamento in calendario, ma un esame immediato di tecnica, lucidità e coraggio. E la stagione che sta per iniziare promette di lasciare il segno: non solo per l’evoluzione della battaglia in Rally1, ma soprattutto per un ritorno che sa di storia e identità.
Il ritorno del mito: Lancia Corse HF
L’attesa è finita. Dopo anni di assenza dal palcoscenico iridato, Lancia rientra ufficialmente nel WRC, scegliendo la porta d’accesso più credibile: la WRC2, con la nuova Ypsilon Rally2 HF Integrale, sviluppata in collaborazione con Stellantis Motorsport.
Sotto il cofano c’è un 1.6 turbo da 287 CV, abbinato alla trazione integrale: una configurazione pensata per essere competitiva su fondi misti e cambi di aderenza, proprio come quelli che rendono Monte-Carlo un evento unico. Per il debutto, il volante sarà affidato a un pilota abituato a leggere neve, ghiaccio e asfalto traditore: Nikolay Gryazin.
Il progetto, supportato ufficialmente dalla Casa, rappresenta il primo gradino di un percorso dichiarato: riportare l’eccellenza italiana in alto, dove il marchio Lancia ha già scritto pagine leggendarie. E non finisce qui: nel corso della stagione, accanto alla Rally2, arriveranno anche le Rally4 dedicate ai giovani talenti, con l’obiettivo di costruire una filiera sportiva completa.
I protagonisti della classe regina: Rally1
Il mercato piloti ha rimescolato le carte e, con esse, le gerarchie. Il 2026 si apre con ambizioni importanti e diversi punti interrogativi, soprattutto quando si alza il ritmo sulle prove più selettive.
Hyundai Shell Mobis WRT si presenta con una formazione decisamente aggressiva. Al fianco del veterano Thierry Neuville, spicca uno dei movimenti più pesanti dell’inverno: Adrien Fourmaux passa alla Hyundai. La terza vettura, invece, sarà gestita a rotazione nel corso dell’anno, con nomi di esperienza e carisma come Dani Sordo, Esapekka Lappi e Hayden Paddon, campione ERC.
Toyota Gazoo Racing, dal canto suo, resta il riferimento. Sébastien Ogier cerca l’ennesimo colpo sulle strade “di casa”, sostenuto da una struttura solida e compatta, che punta a difendere il titolo costruttori con la consueta continuità.
M-Sport Ford sceglie una strada diversa: investire sul futuro e sul talento emergente. Con Josh McErlean e Jon Armstrong, l’obiettivo è crescere gara dopo gara e valorizzare il potenziale della Puma Rally1 in un contesto che non concede sconti, soprattutto quando il fondo cambia da un tornante all’altro.
Il programma della gara: tradizione e novità
Il Rallye Monte-Carlo 2026 conferma la base operativa a Gap, nelle Hautes-Alpes, ma si prepara a un epilogo dal sapore iconico nel Principato.
Giovedì 22 gennaio: partenza ufficiale dal Casinò di Monte Carlo, seguita da due prove speciali in notturna. Un avvio che pesa già come un verdetto, perché al buio Monte-Carlo amplifica tutto: ritmo, tensione e margine d’errore.
Venerdì 23 e sabato 24 gennaio: la gara entra nel vivo con le tappe più lunghe e tecniche. Proprio il sabato sera arriva la novità più scenografica: una super speciale sul circuito cittadino di Monaco, attorno a Port Hercule, un evento che non si vedeva in gara dal 2008.
Domenica 25 gennaio: il gran finale si decide sul leggendario Col de Turini, con doppio passaggio e prova conclusiva con punti extra: un ultimo assalto dove contano tanto la guida quanto la scelta delle gomme.
Dove vedere il WRC 2026: TV e diretta online
Per il pubblico italiano la copertura resta articolata tra pay-tv e piattaforme digitali:
Sky Sport / NOW: diretta di 8 prove speciali (con passaggi anche su Sky Sport Arena e Sky Sport F1) e sintesi quotidiane.
Rally.TV (WRC+): copertura integrale in diretta, prova dopo prova, disponibile anche tramite app dedicata e su DAZN.
Red Bull TV: sintesi gratuite e approfondimenti serali al termine di ogni giornata.
Un Monte-Carlo da brividi: pneumatici, aderenza e nervi saldi
Monte-Carlo, da sempre, è una lotteria tecnica: asfalto asciutto, tratti umidi, fango e ghiaccio vivo nello spazio di pochi chilometri. È qui che la scelta delle gomme diventa un esercizio di lettura della strada e gestione del rischio, spesso più decisivo di un secondo al chilometro.
Con il ritorno di Lancia, l’esordio di nuovi schieramenti e una classe regina pronta a giocarsi tutto sin dalle prime speciali, il Mondiale 2026 non poteva desiderare un’apertura migliore.
Alla velocità non si comanda.
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