WRC – Rally di Svezia 2026: Elfyn Evans domina a Umeå. Storico poker Toyota

Il gallese della Toyota Gazoo Racing firma la sua terza vittoria in carriera sulle nevi svedesi, guidando un filotto senza precedenti che porta quattro GR Yaris ai primi quattro posti. Evans balza in testa alla classifica mondiale, mentre Hyundai arranca tra sanzioni e problemi tecnici.

Il secondo appuntamento del FIA World Rally Championship 2026 si chiude con un verdetto inequivocabile: la Toyota GR Yaris Rally1 è, al momento, la vettura da battere su ogni superficie. Dopo il successo al Monte-Carlo, la casa giapponese ha monopolizzato il podio svedese, piazzando ben quattro vetture davanti a tutti. A guidare la carica è stato Elfyn Evans, capace di gestire con lucidità e precisione le insidie del ghiaccio scandinavo.

La cronaca: la progressione di Evans

Il fine settimana di Umeå è iniziato con una sfida serrata. Venerdì Takamoto Katsuta ha mostrato una velocità impressionante, approfittando di una posizione di partenza favorevole per chiudere la prima tappa al comando. Tuttavia Evans non ha mai perso contatto, limitando i danni nonostante l’effetto “spazzaneve” legato alla sua posizione su strada.

Il punto di svolta è arrivato sabato mattina. Evans ha sferrato l’attacco nelle prime speciali della giornata, recuperando 14 secondi di svantaggio e costruendo un margine di sicurezza di 13,3 secondi prima dell’ultima tappa. Domenica il gallese ha controllato con freddezza le ultime tre speciali, chiudendo con 14,3 secondi di vantaggio su Katsuta e conquistando anche punti pesanti nella prova finale (Power Stage): secondo posto alle spalle di Neuville per soli 0,078 s.

Analisi tecnica e storica: il “metodo” Toyota

Dal punto di vista statistico, il risultato del Rally di Svezia 2026 entra di diritto nei libri di storia dello sport motoristico:

  • Poker Toyota: è la prima volta che un costruttore occupa le prime quattro posizioni (Evans, Katsuta, Pajari, Solberg) dai tempi del dominio Citroën.
  • Parallelo storico: Toyota ha occupato il podio nelle prime due gare stagionali (Monte-Carlo e Svezia). Un’impresa simile non si vedeva dal 1984, quando fu la leggendaria Audi a riuscirci.
  • Specialista del freddo: per Evans si tratta della terza vittoria in Svezia e della seconda consecutiva da quando la gara si è spostata a Umeå, confermandosi tra i migliori interpreti delle condizioni di neve e ghiaccio.

Hyundai e Ford: una trasferta da dimenticare

In casa Hyundai Shell Mobis il fine settimana è stato segnato dalla frustrazione. Thierry Neuville, condizionato da una pesante penalità in tempo e da una multa ricevuta sabato sera, ha chiuso soltanto al settimo posto. L’unica nota positiva per la squadra coreana è arrivata dalla Power Stage, vinta proprio dal belga, che ha salvato 5 punti iridati.

Per M-Sport Ford, la gara è stata di contenimento. Nonostante la buona velocità mostrata da Jon Armstrong, le Puma Rally1 non sono riuscite a impensierire il blocco giapponese, chiudendo ai margini delle prime dieci posizioni.

Classifiche e prospettive finanziarie

Il dominio Toyota non è solo sportivo: riflette un’efficienza organizzativa che si traduce in un ritorno d’immagine e in un ritorno sull’investimento (ROI) rilevante per il marchio. Con 117 punti nella classifica costruttori contro i 66 di Hyundai, la squadra guidata da Jari-Matti Latvala sta già mettendo un’ipoteca concreta sul titolo 2026.

Classifica Piloti dopo la Svezia:

  1. Elfyn Evans (Toyota): 60 punti
  2. Oliver Solberg (Toyota): 47 punti
  3. Takamoto Katsuta (Toyota): 30 punti
  4. Adrien Fourmaux (Hyundai): 28 punti
  5. Thierry Neuville (Hyundai): 21 punti

WRC2: Korhonen senza rivali

Nella categoria cadetta, il dominio finlandese continua. Roope Korhonen, al volante di una Toyota GR Yaris Rally2, ha gestito la gara con maturità, chiudendo decimo assoluto e consolidando la sua candidatura al titolo di categoria.

Il prossimo appuntamento

Il Mondiale Rally si sposta ora in Africa per l’iconico Safari Rally Kenya (12–15 marzo), dove temperature e fondo metteranno a dura prova l’affidabilità meccanica delle Rally1.

Alla velocità non si comanda.

Nuvolari.net

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